Melanoma – Nei pazienti in stadio III operati ad alto rischio, pembrolizumab riduce il rischio di metastasi a distanza o morte del 40%
“L’immuno-oncologia con pembrolizumab nel trattamento in fase precoce del melanoma, cioè dopo la chirurgia nei pazienti con questo tumore della pelle in stadio III, riduce il rischio di metastasi a distanza o morte del 40%. Lo dimostrano i nuovi risultati aggiornati dello studio di Fase 3 EORTC1325/KEYNOTE-054 per la valutazione di pembrolizumab, terapia anti PD-1, come trattamento adiuvante (cioè somministrato dopo la chirurgia) nel melanoma di stadio III resecato ad alto rischio
Gli ultimi risultati dello studio hanno mostrato che, ad un follow-up di 3,5 anni, pembrolizumab adiuvante ha raggiunto l’endpoint chiave secondario di sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS), riducendo il rischio di metastasi a distanza o morte del 40% versus placebo (HR=0,60 [CI 95%, 0,49-0,73]; p<0,001), con tassi di DMFS a 3,5 anni del 65,3% e 49,4%, rispettivamente. Inoltre, pembrolizumab ha dimostrato un beneficio costante di sopravvivenza libera da recidiva (RFS) rispetto a placebo nel melanoma di stadio IIIA (metastasi linfonodale >1 mm), IIIB e IIIC, con tassi di RFS a 3,5 anni del 59,8% per pembrolizumab rispetto al 41,4% per il placebo (HR = 0,59 [CI 95%, 0,49-0,70]; p<0,001). I benefici di RFS e DMFS sono stati osservati in tutti i sottogruppi chiave, compreso lo stadio di malattia (secondo AJCC-7 e AJCC-8), la mutazione BRAF e l’espressione di PD-L1. Nel 2019, in Italia, sono stati stimate 12.300 nuove diagnosi di melanoma.
“Il messaggio principale dello studio Keynote 054 è assolutamente innovativo – afferma Mario Mandalà, Responsabile Unità Melanoma dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Ad un follow-up mediano di 3,5 anni, la terapia adiuvante con pembrolizumab ha permesso un significativo miglioramento sulla sopravvivenza libera da metastasi a distanza, nei pazienti con melanoma in stadio III radicalmente operato. Il beneficio si è osservato in tutti i gruppi di pazienti, indipendentemente dallo stadio, profilo molecolare, età e sesso. Complessivamente il 65% dei pazienti trattati con pembrolizumab ha raggiunto una sopravvivenza libera da metastasi a distanza vs il 49% nel gruppo placebo. Il disegno di questo studio, che ha coinvolto un’azienda farmaceutica e una società scientifica (EORTC), ha permesso di poter avere dei dati che al momento sono i più solidi e affidabili, riguardo all’effetto sulle metastasi a distanza. Tutti i pazienti, infatti, indipendentemente dalla prima sede di recidiva, sono stati seguiti nel tempo ed è stato possibile annotare tutte le recidive a distanza che si sono verificate. I pazienti e i medici oggi possono dire che questo effetto non è una sensazione ma conoscenza basata sull’evidenza”…”
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Fonte: “Melanoma: pembrolizumab riduce del 40% il rischio di metastasi a distanza o di morte nei pazienti in stadio III operati ad alto rischio”, PHARMASTAR